Star Rovers

Star Rovers

Alice Tambourine Lover

  • 11/6/2013
  • Album
Star Rovers by Alice Tambourine Lover

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"Star Rovers" (Go Down Records / Goodfellas ) 07/11/2013 Recorded by David Lenci at "Sotto Il Mare Recording Studios" Povigliano Veronese (VR) IT Assistant engineer: Luca Tacconi Mixed and Mastered by Gregor Marini at Sonorus S.D. - Merano (BZ) "Between The Cup And Lips" Mixed by David Lenci Ph. www.simoneantonelliphotography.com Artwork: Davide Clara info@tolleranzazeroglbt.it Alice Albertazzi: Vocals, Guitars, Foot Tambourine, Percussions Gianfranco Romanelli: Dobro, Resonator Guitar Stellar Guests: Laura "Matumaini" Masi: Ukulele on "Falling Deep Inside" and "Gipsy Mind" Patrizia "Miss Patty Miss" Urbani: vocal on "Rainy Rainy" Conny Ochs: vocal on "Gipsy Mind" Music and words by Alice Albertazzi and Gianfranco Romanelli "The Sweet-Smelling Road" by "ALIX": Alice Albertazzi, Gianfranco Romanelli, Giuseppe de Palma, Andrea Insulla ALICE TAMBOURINE LOVER - "STAR ROVERS" by Heavy Planet http://www.heavyplanet.net/2014/01/nuclear-dogs-atomic-split-larman-clamor.html When first hearing Alice Tambourine Lover's music you catch a bluesy, Americana sound that has gargantuan riffs of blues magic woven in and around subtle but charming psychedelic licks and fuzzy desert melodies.The fuzz on this record is ingenious in its subtlety, yet powerful in presence, engendering power cycles of enormous magnitude managing never to overwhelm, instead creating an atmosphere of physicality and immense satisfaction. Guitarist Alice Albertazzi combines her mastery of the blues and her dulcet, angelic vocals with melodies of exquisite, whimsical adventure. Bassist and dobro wielder extraordinaire Gianfranco Romanelli gives power and grace to the magical melodies, driving them toward amplified glory up and down the entire album track. The songs are sweet and awe inspiring, wrapped tightly with a huge fuzzy blanket of riff and resonation. Tracks like "Digging This Song", "Temptation", and "Between Cupid's Lip" are uptempo and crunchy pleasure rides showcasing mastery and evolution of the blues riff. Sweet songs such as "Venus" and "Falling Deep Inside" haunt deeply, cajoling emotion from deep, personal sources. A trippier, psychedelic experience is to be had on "Gipsy Mind" and "Rainy Rainy". This duo from Bologna are supremely gifted artists who place a significant metal imprimatur on "Star Rovers" with dexterous, intelligent guitar riffs of exquisite beauty and significant heart. Alice Tambourine Lover "Star Rovers" by Max Sannella Se i veri e alternativi geni si vedono dal primo disco, figuriamoci col secondo; sempre freschi, atletici, frizzanti e musicalmente prolifici riecco quei due bei satanassi multi-metedrinici degli Alice Tambourine Lover (Alice Albertazzi e Gianfranco Romanelli) e con loro il secondo capitolo della loro storia magnificamente out of control, Star Rovers, nove interludi posseduti da tutta la malia del blues psichedelico intozzato tra pozzanghere di esorcismi da Baton Rouge, salassi slide, crotali tintinnanti e poetica woodoo, allucinazioni e sensualità conturbante, in pratica un manuale straordinario di musica di confine tra noi ed il loro mondo oscuro, tra sciamanesimi elettrici e lingue di fuoco distorte. Anche questa seconda “puntata” degli ATL non indulge in una sola nota in meno, tutto è sfarzo e eclettismo sonoro che pochi altri saprebbero imbastire in quattro e quattr’otto, un disco che rafforza – se mai ce ne fosse bisogno – il calibro storto e stupendo che questo duo mette in pratica e affida ad una immaginazione d’ascolto senza limite; chitarre maledette, voce ispirata, puzza di Bourbon scaduti e roots rimesse in sesto acuto sulle memorie Jopliane come di una Polly Harvey in fregola di sangue bollente, frustano una tracklist che scotta di bellezza, assolutamente da bilanciare in una notte selvaggia a cavallo di un deserto propiziatorio ed un falò luciferino. Tracce/trip che viaggiano autonomamente come un mantra al centro di una fantasia Hendrixiana (“Gipsy mind”), brani che oltre che sommergere e rapire l’ascolto, donano quell’estasi southern dei grandi miti essenziali, miti senza compromessi e senza macchia se non quella di essere mostruosamente in linea con divinità alternative al classico pantheon benpensante. Nel mezzo di una tradizione e di una contemporaneità capace di trascinare ed imperversare in un universo capovolto gli ATL si muovono come divini ossessi, fuori da ogni omologazione commerciale, e questo disco di “diavolerie” non fa nulla per apparire un’emulo agèe delle tante influenze seminali che raccoglie dentro, ma una visionaria customerizzazione rock.blues e di tutto quello che satellita intorno personalissima e perfetta. Prendiamo il folkly intrecciato di “Dreams slip away”, la messianicità strisciante di “Falling deep”, lo stomp-corner che balza festoso in “Temptation” o – per definire bene il discorso – lo sdoppiamento mentale alla Grateful Dead che la stordente “Rainy rainy” regala a chi ci gira intorno, non sono altro che droghe legali da assumere in ogni momento che si desidera, tracce che danno la “rota” al pari di un sogno da realizzare in un deserto di Sonora qualunque. E gli effetti collaterali? Ben vengano anch’essi, come si dice…quello che non strozza ingrassa! Disco irrinunciabile per la vostra collezione di chicche alcaloidi. Satanasso!Expand
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